Storytelling: è davvero quello che ti serve?

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Oggi il mercato è globalizzato e competitivo. Per distinguersi e proporsi in modo unico ed originale un valido alleato è lo storytelling.
Ma cos’è esattamente lo storytelling?
Si tratta di una tecnica di comunicazione che prende le mosse da un’esigenza dell’uomo: quella di poter narrare e raccontare storie.
Se le fiabe ci hanno accompagnato nell’infanzia, le leggende della nostra terra ci hanno reso parte di una comunità e i racconti delle antiche divinità cercavano di dare una spiegazione a ciò che non si conosceva ai nostri antenati, lo storytelling si rivela oggi più che mai uno strumento strategico per distinguersi e raccontarsi in modo unico.
I vantaggi di uno storytelling aziendale ben strutturato vanno ben oltre l’aumento dei clienti o l’incremento delle vendite; una narrazione d’impresa studiata e strategica toccherà le corde emotive del pubblico, rendendolo sempre più legato a quel brand.

Storytelling: definizione ed obiettivi

Per comprendere al meglio cosa si intenda quando parliamo di storytelling, iniziamo dalla definizione che ne dà Wikipedia:

“Lo storytelling (forestierismo inglese corrispondente all’ affabulazione) è l’atto del narrare, disciplina che usa i principi della retorica e della narratologia. Il termine storytelling si riferisce ai vari tipi di opere narrative, sia opere audiovisive che letterarie.”

Se è vero che oggi parlare di storytelling significa soprattutto riferirsi ad un ambito di presenza online, è altrettanto vero che questa tecnica di comunicazione ha radici antichissime.
Come detto qualche riga fa, il bisogno di narrare è insito nell’uomo e questo implica che un racconto ben strutturato è quello che tocca le corde emotive di chi viene a contatto con la nostra storia e, proprio per questo, la ricorderà senza sforzi.

Alcuni esperti affermano che lo storytelling sia una tecnica di comunicazione persuasiva: in realtà questo strumento sfrutta alcuni meccanismi del cervello umano che tende ad immagazzinare e ricordare meglio e con più piacere le narrazioni emotivamente coinvolgenti.
Proprio grazie a questo, lo storytelling è lo strumento che può trasformare un semplice utente in un vero e proprio alleato del nostro brand: se rimarrà colpito dal racconto, sarà il primo a condividerlo e consigliarlo.

Gli obiettivi dello storytelling

Una volta compreso di cosa si tratta e quali sono le sue grandi potenzialità, esploriamo gli obiettivi dello storytelling.
La persuasione finalizzata alla vendita è il primo e più strategico tra gli obiettivi che si possono raggiungere attraverso una narrazione d’impresa coinvolgente.
Per raggiungere questo primo importante traguardo è importante che lo storytelling sia strutturato seguendo alcuni punti fermi:

– Serve essere originali;
– Serve un racconto che sia veritiero ed unico;
– È necessario che l’imprenditore o il professionista diventino i protagonisti del racconto;
– Distinguersi dalla concorrenza è possibile solo grazie alla narrazione della propria storia, unica ed irripetibile.

Non solo vendita: un altro obiettivo dello storytelling è quello di stimolare un bisogno nel pubblico e proporsi come il giusto alleato per soddisfarlo.

Raccontare di sé e di come il proprio prodotto o servizio possa davvero rendere più facile la vita del target di riferimento è la base per uno storytelling efficace.

Saper far “risuonare” le corde emotive del pubblico trasformerà il brand da qualcosa di freddo e distante in un valido aiuto per semplificare la vita di tutti i giorni.

Storytelling efficace: come si fa

Addentriamoci ora nella sezione pratica di questo articolo e capiamo insieme come creare, nel concreto, storytelling che raggiungano gli obiettivi di cui abbiamo parlato.
Prima di tutto il concetto chiave: qualunque tipo di narrazione, per essere ricordata, deve concentrarsi intorno ad un fulcro emotivo.
Lo stimolo di un ricordo, l’immedesimazione o l’incedere di un’emozione devono essere le leve intorno a cui costruire tutto il racconto.
La storia, per essere efficace, deve necessariamente “risuonare” o “essere familiare” a chi la ascolta.
In questo modo l’utente si potrà riconoscere nel racconto che sta ascoltando e quindi, potrà iniziare ad innescare il meccanismo che lo porterà da semplice utente a sostenitore di quel brand.

Uno storytelling efficace, quindi, deve saper comunicare in modo chiaro ed univoco.

Non ci possono essere narrazioni “generiche”, ci si deve rivolgere ad un target specifico, che possa riconoscersi proprio nel punto di vista espresso dal nostro racconto.
Per essere convincenti  sarà necessario strutturare uno storytelling che risulti reale ed autentico. Per questo è importante raccontare la propria storia, quella dei collaboratori dell’azienda o del vissuto dell’attività.
In questo modo, attraverso la realtà, l’utente avrà una percezione di autenticità, autorevolezza e potrà iniziare a fidarsi del nostro brand.
Il contenuto è senza dubbio il fulcro dello storytelling, ma non bisogna mai dimenticare anche la forma.
Attivarsi per creare un sistema narrativo coerente anche dal punto di vista grafico e visual è l’arma vincente per completare il racconto e far immergere l’utente in un mondo che lo coinvolga nell’universo del brand sotto tutti i pinti di vista.

Vediamo ora insieme quali passaggi seguire per strutturare un racconto d’impresa efficace:

1. Sintesi: struttura la tua narrazione con poche parole, che risultino semplici e di immediata comprensione.

2. Ritmo: una volta “catturato” l’utente con le prime parole del racconto, lo storytelling deve seguire un ritmo che non sia troppo lento, il rischio è quello di perdere l’attenzione di chi legge.

3. Tono di voce: ci devono essere un tono, un linguaggio e un insieme di espressioni e termini che ti distinguano da tutti gli altri. Non appena arrivano al tuo brand, i lettori devono riconoscere da subito che stanno entrando proprio nel tuo mondo.

4.Colonna sonora: se utilizzi i social strutturati soprattutto con i video come TikTok o YouTube, curare le musiche che accompagnano i tuoi contenuti significherà strutturare uno storytelling che coinvolga il tuo pubblico anche da un punto di vista sensoriale.

Storytelling: i settori di applicazione

Come abbiamo visto qualche riga fa, lo storytelling oggi viene utilizzato principalmente nell’ambito della comunicazione e della strategia digitale.
Una narrazione d’impresa coerente ed efficace è l’arma vincente per strutturare campagne social d’effetto, che possano coinvolgere i potenziali clienti e fidelizzarli rispetto al brand.
Uno storytelling ben strutturato quindi si basa sul bisogno implicito ed imprescindibile dell’uomo di raccontare ed ascoltare storie. Ecco perchè può essere applicato a qualunque settore: dall’istruzione al turismo, dall’azienda multinazionale al piccolo artigiano.

Storyteller: il professionista della narrazione d’impresa

Creare storie è un bisogno naturale.

Strutturare uno storytelling efficace in ambito digitale, con lo scopo di coinvolgere l’utente e spingerlo a compiere un’azione specifica, come ad esempio acquistare i nostri prodotti, è un lavoro che richiede competenza e professionalità.

Proprio per questo è nata la figura dello storyteller, un professionista che va oltre il “saper raccontare una storia”.
Lo storyteller è una figura specializzata nella narrazione d’impresa. Il suo obiettivo? Creare contenuti efficaci e coerenti allo scopo di costruire una rete narrativa ed un’identità verbale definite. Solo così il lettore si potrà immergere nel mondo del brand, coinvolgendosi emotivamente.

Come costruire una storia d’impresa

1. Si parte dall’analisi del target: come detto nei paragrafi precedenti, non è utile “parlare a tutti”. È importante essere consapevoli di chi siano i nostri potenziali clienti, solo così potremo strutturare uno storytelling che faccia “risuonare” le corde emotive giuste.
Facciamo un esempio pratico: se produci orecchini artigianali il tuo target potrebbe essere una donna di circa trent’anni, professionista o imprenditrice, che ama distinguersi con piccoli oggetti esclusivi senza risultare eccessiva.
Un altro pubblico però potrebbe essere rappresentato da uomini dai 30 ai 45 anni che stanno cercando un regalo speciale, unico ed esclusivo per far capire alle proprie figlie o compagne quanto siano speciali per loro.
Risulta lampante che costruire uno storytelling per questi due pubblici così diversi significherà fare leva su emozioni, parole, concetti e stimolazione di ricordi totalmente differenti.

2. Si individuano i canali: capito qual è il pubblico a cui ci stiamo rivolgendo, è importante selezionare i giusti canali per raggiungere i nostri potenziali clienti.
Magari la donna in carriera dell’esempio sopracitato ama Facebook mentre l’uomo di mezza età potrebbe essere meglio raggiungibile attraverso una pubblicità su un quotidiano online.

3. Si individua il personaggio: ecco che a questo punto lo storytelling prende vita. Si sceglie un “volto” da abbinare alla narrazione. Da qui il personaggio inizierà a raccontare ogni sfumatura dell’attività: da come è nata a quali difficoltà ha avuto per raggiungere il successo, da chi sono i collaboratori fino agli sforzi per diventare più sostenibile nei processi aziendali.
Il personaggio sarà il fulcro narrativo dello storytelling. Quando parlerà, magari delle difficoltà che ha dovuto superare, ecco che scatterà il meccanismo di coinvolgimento emotivo e di trasformazione dell’utente da semplice visitatore a sostenitore del brand.

Lo storytelling aziendale è uno strumento efficace per strutturare in modo strategico la comunicazione di un’attività.
Non conta quanto l’azienda sia grande, non importa essere delle multinazionali o avere fatturati stellari: saper raccontare la propria storia significa iniziare a dialogare con il proprio pubblico, toccando le giuste corde emotive.  Il brand diventerà un mondo narrativo in cui rifugiarsi ed immergersi prima di scegliere di acquistare proprio il prodotto frutto della narrazione.

Vuoi raccontare la tua storia?

Siamo qui per aiutarti a diffondere la tua impresa.

Serena Poma

Serena Poma

Copywriter, Ufficio stampa e Project Manager. Da sempre vive “tra le righe”. Il potere delle parole l’ha conquistata da subito; due lauree in comunicazione e un master in storytelling non hanno fatto altro che accrescere slancio e curiosità. Trovare le parole giuste per raccontare un’idea e far emergere un talento è ciò che la appassiona; farlo davanti a caffè amaro e muffin al cioccolato fondente è la sua personale idea di “lavoro gratificante”!

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