Le 4 “I” dello storytelling

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Ormai lo sappiamo: lo storytelling è l’elemento trainante della comunicazione di un brand. Ma ti sei mai chiesto quali sono le caratteristiche che deve avere un racconto per essere considerato una buona storia?

Storytelling, l’arte di narrare storie

Nell’attuale contesto globalizzato e competitivo sapere che cos’è lo storytelling e saperlo utilizzare è importantissimo per farsi notare e differenziarsi dalla massa.

Per quanto oggi venga utilizzato soprattutto in ambito digitale, lo storytelling ha origini antichissime.  Sappiamo benissimo che, ancora prima della scrittura, l’arte della narrazione era il veicolo attraverso cui venivano trasmesse informazioni e nozioni, leggende, abitudini.

Con l’avvento della scrittura l’uomo non ha mai smesso di raccontare e di raccontarsi. Pensiamo a tutte le storie tramandate da generazione a generazione, le fiabe che ci leggevano da piccoli o i racconti di qualunque genere che continuiamo a scrivere per intrattenere le persone, un semplice commento sui social, un articolo di blog.

Le storie sono un grandissimo veicolo di cultura.

Il super potere dello storytelling

Nello storytelling il vissuto umano viene dunque narrato in maniera tale da essere ricordato; gli eventi della realtà vengono trasposti in storie, le quali diventano un mezzo di comunicazione, ma soprattutto di persuasione.

I racconti sfruttano il potere del cervello umano di comprendere più facilmente una storia piuttosto che una formula o un processo basato sulla logica-matematica. Infatti, la nostra soglia dell’attenzione rimane bassa finché qualcosa di inaspettato non la attiva, ed una storia, essendo difficilmente prevedibile, ha questa capacità.

Se inoltre aggiungiamo che è in grado di generare emozioni e di creare legami profondi vincolati a valori condivisi, capiamo che la sua potenza è qualcosa che va al di là delle parole con cui è scritta.

Immersione, integrazione, interattività e impatto sono le caratteristiche che contraddistinguono una narrazione efficace secondo i risultati di un’indagine commissionata da Latitude, società di ricerca e consulenza americana.

Lo scopo della ricerca era capire che tipo di esperienze e di personaggi le persone cercano in una storia, affinché se ne sentano pienamente coinvolti. Al campione è stata rivolta una semplice domanda: “Come vi piacerebbe sperimentare le storie in futuro?”.

Attraverso tali osservazioni, il team di ricercatori ha identificato gli elementi di narrazione che continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nello storytelling, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.

Cosa rende una storia perfetta

Immersione

La storia deve essere raccontata in maniera profonda, attraverso un’esperienza sensoriale completa. I lettori vogliono più retroscena, più contenuti bonus, più anticipazioni, e ne voglio usufruire senza distrazioni.

Integrazione

La nostra storia deve lasciare qualcosa all’interlocutore, può essere un messaggio, un insegnamento. Alla fine della storia la persona deve aver acquisito qualcosa in più rispetto all’inizio: le storie che funzionano ti insegnano qualcosa.

Interattività

Una buona storia deve essere una storia con cui si può interagire ed avere la possibilità di influenzare gli eventi ed i risultati. Posso dunque interagire con i personaggi, la trama, anche tramite realtà virtuale, effetti 3D o altri strumenti.

Impatto

Nello storytelling aziendale la storia deve ispirare, spingere le persone a compiere l’azione che vogliamo, la famosa call to action. Deve invogliare i partecipanti a intervenire nella loro vita sulla base di quello che scoprono, impegnandosi nella storia.

Saper sfruttare questi elementi consentirà di avere un impatto significativo sul tuo pubblico, facendoti ricordare e spiccare in un panorama globale estremamente affollato.

Il punto è questo: tutti i mercati sono conversazioni.

Devi solo imparare ad intrattenerle.

 

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Elizabeth Gelfi

Elizabeth Gelfi

Storyteller. È la mamma di Tramemotive. È lei che decide la linea editoriale e che scrive gli articoli della sezione Strategia di storytelling. Di base una professionista che guarda al bicchiere mezzo pieno, propositiva e proattiva, ma anche estremamente concreta e riflessiva.

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