Nell’era post covid, molti settori colpiti dalla pandemia, hanno dovuto rialzarsi, e guardare verso il futuro.

Uno di questi, il turismo, si è da qualche tempo avvicinato allo storytelling, chiave di volta per la comunicazione futura.

Come utilizzare lo storytelling nel settore ricettivo?

Le attività turistiche si sono adattate negli scorsi anni alle politiche di restrizione attuate dal governo. Per esempio, quando ci si poteva spostare solo all’interno della propria regione, era chiaro che le attività andavano promosse a un pubblico compreso in un certo range kilometrico. Oggi, la situazione è chiaramente migliorata, e sembra che la normalità di un tempo sia di nuovo tra noi. Ma il turismo ha avuto un vantaggio dalla pandemia: ha scoperto la potenza della comunicazione attraverso la narrazione, soprattutto dopo aver passato diversi periodi in lockdown, in cui i viaggi si potevano solo immaginare.

Ancora, qualcuno si domanda perché fare storytelling, oggi. Perché raccontare le storie, se si vuole usare la traduzione del termine dall’inglese, è ciò che ci permette di essere anzitutto umani, e poi di poter esplorare e valorizzare al meglio le nostre attività. Proprio le strutture turistiche, sono contenitori di storie infinite, che hanno una sola richiesta: essere raccontate!

Cosa significa fare storytelling turistico?

Nel marketing turistico, lo storytelling è diventato un punto cardine, e serve a esprimere concetti, prodotti e servizi, suggestionando e persuadendo il pubblico sul piano emozionale. Grazie alla capacità dello storytelling di raccontarsi da un punto di vista in prima persona e umanizzato, il turismo locale riesce ad esprimere la propria personalità, differenziandosi. Ovviamente, un buon racconto dei luoghi, servizi, e prodotti non basta: serve una sinergia con tutto ciò che riguarda il territorio.

Per esempio: se si vuole raccontare la polenta Concia, tipica della Valle d’Aosta, non si possono tralasciare, oltre ad altri piatti tipici della zona, anche gli inverni bianchi, e tutto ciò che concerne il mondo dello sci, e le valli verde smeraldo estive che questa regione offre. Per non parlare delle strutture alberghiere di charme o dei locali tipici o premiati.

I modi i cui lo storytelling aiuta il turismo

Per il turismo, lo storytelling è un ottimo alleato. Per chi fosse ancora poco convinto di questo, ecco elencati in semplici punti cosa il sapersi raccontare può portare ad un business del settore turistico:

  • Le storie che si raccontano, aiutano ad aumentare la brand awareness, ovvero la conoscenza che le persone hanno di noi. Più se ne parla bene, più si diffonderà la nostra storia, e più persone riconosceranno il brand successivamente.
  • Le storie ci aiutano ad intercettare il target più adatto, ovvero il cliente che più si avvicina al prodotto o servizio offerti: chi è interessato a percorsi in bicicletta, per esempio, rimarrà incantato dalla descrizione delle nostre escursioni che gli forniremo.
  • Infine, la narrazione ci aiuta a mantenere vivo il rapporto che si è creato tra cliente e brand, in una relazione che potrà essere solo che prolungata.

I temi da non tralasciare: leggende e folklore locale

Come ben sappiamo, il bel paese è ricco di storie legate ad ogni singolo territorio. Si pensi anche solo alla Accabadora sarda, alla maschera di Pulcinella a Napoli o alla Torino esoterica, per nominare alcune tra le più famose. Queste storie sono e saranno sempre una parte integrante del turismo locale; per questo, chi fa turismo e vuole raccontarsi, deve sempre tenerle in considerazione, come se fossero un motore che fa andare avanti il proprio territorio.

Il marketing turistico non si è mai privato del folklore locale; ma ciò che deve fare in futuro, è saperlo raccontare, attraverso lo storytelling. Così, passato e futuro si uniscono, per una rinascita del turismo italiano!

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L'autrice

Elizabeth Gelfi

Storyteller Progetto storie aziendali: mi occupo di narrazione di impresa e incoraggio i brand ad essere unici. Lo faccio con semplicità, scovando i punti di forza e valorizzandoli con le parole. Lavoro a strategie di comunicazione, testi SEO per il sito web e al racconto anche sui social media. Mi immergo, comprendo, smuovo e tiro fuori tutto ciò che è ancora inespresso. Sono la mamma di Tramemotive.

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