Parola vuota o tecnica efficace:che cos’è davvero lo storytelling?

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Storytelling: una parola che va di moda nel marketing oggi o una vera opportunità per cambiare la propria comunicazione in meglio? 

Questo articolo cerca di rispondere a uno dei dubbi più comuni che le aziende si pongono quando sentono parlare del famigerato Storytelling. 

Ripasso: che cos’è lo Storytelling

Storytelling è una parola inglese che indica l’azione di raccontare storie. Banalmente, noi esseri umani raccontiamo storie da sempre: è parte del nostro DNA proprio in quando esseri dotati di coscienza. Perché raccontare una storia è molto più di una semplice descrizione dei fatti: è l’arte di destare emozioni e creare ragionamenti e digressioni attorno alla storia stessa. 

E se ci guardiamo intorno, non possiamo non notare che siamo totalmente circondati dalle storie. Esempi? Il successo di Netflix si fonda sulle storie, sulle fiction. Anche nello sport non viene raccontata solo l’abilità tecnica di un atleta, ma la storia dei suoi sacrifici; nel giornalismo si toccano le note emotive della vicenda, come accade in numerosi programmi televisivi pomeridiani.

Le storie sono utili per comunicare la mia azienda?

La prima domanda che devi porti quando vuoi fare Storytelling per la tua azienda è: 

come posso creare una storia con un protagonista con cui il mio cliente si identifichi?

Purtroppo la verità da accettare è proprio quella a cui stai pensando in questo momento: la tua storia, la tua vita, potrebbe non interessare ai consumatori. Quindi non devi chiederti se raccontarti o meno, ma come raccontarti, in che modo il tuo pubblico si sentirà in contatto con te attraverso una storia.

Il focus non deve essere interamente su te stesso; ma sulle emozioni che provi, sulle esperienze che fai. Più ti avvicinerai agli altri e gli parlerai mostrando empatia, più gli altri si sentiranno compresi da te e dal tuo brand.

Lasciati ispirare dai colossi del marketing: Land Rover, Lego, Nike…tutti questi brand fanno Storytelling e parlano narrandosi e narrando

Da dove comincio?

 C’è un altro passo da fare prima di cominciare a raccontarsi, ed è quello di chiedersi: 

“chi è il mio cliente?” 

Potrebbe sembrare un quesito semplice, ma in realtà ti stupiresti vedendo quanto sia complesso conoscere il proprio pubblico e quindi rispondere a questa domanda. 

Per capire le persone che ti seguono devi conoscere i loro interessi, le emozioni che li contraddistinguono e i valori che portano avanti, per poter far combaciare i tasselli della tua storia con quelli delle loro.

Tutti elementi che si agganciano perfettamente a un buon Storytelling d’impresa.

Per analizzare il proprio pubblico una tecnica efficace è quella di porsi delle domande precise a cui dare una risposta sincera; puoi partire da queste: 

  • A che generazione appartiene il tuo pubblico?
  • Quale genere ti segue maggiormente? Uomini, donne…?
  • Dove vivono?
  • Di che cosa si occupano nella vita? 
  • Che problema risolvi per loro? 
  • Quale formato è il migliore per raccontarti con loro?

Ogni risposta alla domanda può essere ulteriormente sviscerata e ricorda: non esistono risposte sbagliate.

Quindi fare Storytelling cambia la mia comunicazione in meglio? Sì e no. 

Dire che lo Storytelling è la chiave per diventare ricchi e famosi ed è la soluzione a tutti i nostri problemi è sbagliato e fuorviante. 

La vera chiave della questione è che un brand deve saper trovare, attraverso lo studio del proprio pubblico, il racconto giusto da seguire, che è estremamente variabile e unico per ogni caso. 

Quindi sì: lo Storytelling è una tecnica efficace per comunicare con i propri clienti ma ad una condizione: essere genuini, spontanei ed empatici. E non tutti ne sono capaci.

Vuoi raccontare la tua storia?

Siamo qui per aiutarti a diffondere la tua impresa.

Elizabeth Gelfi

Elizabeth Gelfi

Storyteller. È la mamma di Tramemotive. È lei che decide la linea editoriale e che scrive gli articoli della sezione Strategia di storytelling. Di base una professionista che guarda al bicchiere mezzo pieno, propositiva e proattiva, ma anche estremamente concreta e riflessiva.

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