Uscire dal contesto e trovare l’ingrediente magico della narrazione

Avere un calendario editoriale social ben strutturato è uno degli strumenti più importanti a nostra disposizione per crearci una buona immagine ed attirare clienti.

Una delle tentazioni più grandi a cui sarebbe meglio non cedere quando si scrive un post sulle nostre bacheche LinkedIn o Facebook, è quella dell’autoreferenzialità.

Proporre contenuti autocelebrativi, in cui tutta l’attenzione è concentrata su di sé e ci si limita a “riversare” nel post o nell’articolo la bellezza dell’esperienza vissuta non porta ad alcun tipo di coinvolgimento da parte dei lettori.

Raccontare di quanto è stato importante o prestigioso l’intervento che abbiamo fatto ad una convention o di quanto il padiglione della nostra azienda sia grande rispetto agli altri stand di una fiera non accenderà l’interesse.

I contenuti autoreferenziali non sono negativi in sé, ma non contengono alcuna ragione per fissarsi nella memoria dei lettori.

È importante poi fare una distinzione: la fiera o l’intervento ad una convention sono eventi che devono essere raccontati e hanno senso nello storytelling aziendale o personale in un’ottica di calendario editoriale.

Quello che serve per catturare il nostro pubblico social è liberarsi dallo stile autocelebrativo ed avvicinarsi al lettore.

L’ingrediente magico

Per fare in modo che i racconti social di un’esperienza possano catturare l’attenzione e suscitare l’interesse di chi ci leggerà bisogna cambiare “i pesi” degli elementi narrati.

Il contesto, il momento in cui siamo stati protagonisti, non deve essere il fulcro del racconto ma deve trasformarsi in un semplice accenno.

Ciò che più conta per riuscire a fissarsi nella memoria del pubblico è trovare quell’istante, quella frase, quell’immagine intorno a cui costruire la narrazione.

Raccontare del prestigio dell’evento a cui siete intervenuti come relatori non farà alcuna differenza per chi vi legge.

Scrivere un post che racconti la frase del vostro intervento che ha fatto nascere una domanda interessante che vi ha fatto riflettere, ecco, allora si che il lettore si fermerà sulle vostre righe.

L’ingrediente magico non è altro che una riflessione di ampio respiro che il pubblico possa percepire come di valore e su cui possa dare un’opinione, esprimendo accordo o dissenso.

Tre passaggi per trovare l’ingrediente magico

Per assimilare la tecnica ed iniziare a scrivere post coinvolgenti, ecco un semplice allenamento in tre step:

1. La prima versione

Il primo passo consiste nel prendere carta e penna (o mouse e PC) e descrivere un evento, una fiera, un congresso, un corso di formazione nel quale si è stati protagonisti o spettatori.

2. Alla ricerca  dell’ingrediente magico

A questo punto serve fare un piccolo passo indietro e tornare con la memoria a quel momento.

Con un po’ di concentrazione è necessario estrapolare da quel contesto un concetto che possa essere interessante per il pubblico.

Potrebbe trattarsi di una frase, una curiosità o magari del modo in cui è stato risolto un problema.

3. La seconda versione

Arrivati fin qui, è il momento di unire gli elementi.

Per scrivere un contenuto completo si dovrà partire dall’ingrediente magico ed inserirvi un accenno al contesto nel quale vi siete trovati quando lo avete scoperto.

Al termine dell’esercizio basterà confrontare la prima con la seconda stesura per capire subito la grande differenza tra i due contenuti. Ecco quindi i tre passi per sconfiggere l’autoreferenzialità.

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L'autrice

Serena Poma

Copywriter Serena, classe 1986, da sempre vivo “tra le righe”. Il potere delle parole mi ha conquistata da subito; due lauree in comunicazione e un master in storytelling non hanno fatto altro che accrescere slancio e curiosità. Trovare le parole giuste per raccontare un’idea e far emergere un talento è ciò che mi appassiona…farlo davanti a caffè amaro e muffin al cioccolato fondente è la mia personale idea di “lavoro gratificante”!

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